Roma contemporanea

Una parentesi di sperimentazione.

Dopo anni dedicati alla ricerca figurativa e prima dell'attuale percorso di "Oltre la realtà", ho sentito l'esigenza di sperimentare un linguaggio diverso. In questa breve serie Roma diventa un racconto contemporaneo, dove simboli, cronaca, ironia e memoria si intrecciano con la pittura. Tre opere nate come riflessione sul presente, che oggi rappresentano una parentesi significativa del mio percorso di ricerca.


Uno sguardo alla collezione

Sfoglia le opere della serie. Più in basso puoi scoprire la storia e i dettagli di ogni dipinto.


L'asino che vola

2016 • olio e collage su tela • 30 × 40 cm

Disponibile

L'Asino che vola nasce dall'incontro tra pittura e collage, utilizzando ritagli di giornale come testimonianza del presente. La cronaca, la politica, i simboli della città e i volti della contemporaneità si sovrappongono in una composizione densa, dove ogni elemento contribuisce a raccontare il clima di un'epoca.

Al centro dell'opera, la Bocca della Verità perde la propria immagine tradizionale e si trasforma in un volto fragile e frammentato, quasi consumato dal continuo susseguirsi di notizie, promesse e contraddizioni. Attorno ad essa si sviluppa un universo visivo fatto di riferimenti simbolici e frammenti di realtà, nel quale il celebre proverbio dell'"asino che vola" diventa metafora dell'impossibile, delle illusioni collettive e delle aspettative continuamente alimentate dalla comunicazione contemporanea.

Realizzata nel 2016, l'opera appartiene al ciclo Roma Contemporanea, una breve parentesi di sperimentazione composta da tre lavori in cui Roma diventa il palcoscenico di una riflessione sul presente. Conclusa questa esperienza, la mia ricerca artistica si è orientata verso un linguaggio completamente diverso, dando origine al percorso di "Oltre la Realtà".


Attacco alla barcaccia

2016 • olio e collage su tela • 20 × 60 cm

Collezione privata — Roma

Il 19 febbraio 2015 Roma fu aggredita come una città messa a ferro e fuoco. Prima della partita di Europa League tra Roma e Feyenoord, centinaia di hooligan olandesi devastarono Piazza di Spagna, prendendo di mira uno dei simboli più preziosi della città: la Fontana della Barcaccia, capolavoro di Pietro e Gian Lorenzo Bernini. Bottiglie, fumogeni e oggetti contundenti colpirono il monumento, provocando danni permanenti a un'opera che appartiene non solo a Roma, ma al patrimonio artistico mondiale.

In questo dipinto ho scelto di raccontare quell'episodio attraverso il linguaggio del simbolo. La Barcaccia domina la scena come un monumento ferito ma ancora saldo, mentre il cielo e il mare diventano il teatro di una narrazione sospesa tra realtà e immaginazione. Ai lati della composizione compaiono due piccole imbarcazioni costruite con ritagli di giornale: rappresentano metaforicamente le navi dei pirati che assediano la città. Su entrambe sventola la bandiera dei Paesi Bassi, un chiaro riferimento agli hooligan del Feyenoord che quel giorno trasformarono una festa sportiva in un atto di vandalismo contro la cultura.

L'opera è realizzata con una tecnica mista di olio e collage, utilizzando autentici ritagli di giornale relativi ai fatti di cronaca. La notizia entra così fisicamente nel dipinto, fondendosi con la pittura e trasformando la memoria dell'evento in una riflessione sul presente.

"Attacco alla Barcaccia" non vuole essere soltanto il racconto di un episodio di violenza, ma un invito a difendere la bellezza. Perché un monumento può essere restaurato, ma ogni ferita inferta al patrimonio culturale rappresenta una ferita alla memoria e all'identità di tutti noi.


Tutti in piazza

2016 • olio e collage su tela • 50 × 70 cm

Collezione privata — Roma

Il Pantheon non è soltanto uno dei monumenti più celebri del mondo. È anche una delle piazze che, negli ultimi decenni, hanno accolto alcune delle più importanti manifestazioni della società italiana.

In quest'opera il monumento rimane immobile, quasi eterno, mentre tutto ciò che lo circonda racconta il nostro tempo. Attraverso la tecnica del collage, ritagli di giornale, volantini e immagini di cronaca diventano la memoria materiale di battaglie combattute davanti al tempio di Agrippa: pensionati, esodati, diritti civili, ricerca scientifica, lavoro, sanità, movimenti LGBT, associazioni e cittadini comuni. Proteste diverse, ma unite dalla stessa volontà di essere ascoltati.

Il Pantheon diventa così il testimone silenzioso della storia contemporanea. Da quasi duemila anni osserva il susseguirsi delle generazioni; oggi continua ad assistere alle trasformazioni della società, custodendo le voci di chi sceglie la piazza come luogo di confronto democratico.

La pittura dialoga con la cronaca. L'olio costruisce lo spazio e restituisce la monumentalità dell'architettura, mentre il collage introduce la realtà dentro il dipinto, trasformando le notizie in materia artistica. I palloncini colorati che attraversano il cielo alleggeriscono la tensione e ricordano come, nonostante la diversità delle rivendicazioni, molte di queste manifestazioni si siano svolte in modo pacifico, animate dalla speranza di un cambiamento.

"Tutti in Piazza" è il ritratto di una città che continua a discutere, manifestare e confrontarsi, ricordando che la partecipazione civile è parte integrante della storia di Roma tanto quanto i suoi monumenti.