Opere su commissione

Ogni storia merita di essere dipinta

Quando realizzo un'opera su commissione non mi limito a riprodurre una fotografia. Il mio obiettivo è ascoltare la storia che quella fotografia custodisce e trasformarla in un dipinto capace di raccontarla.

A volte bastano poche parole: un luogo speciale, un dettaglio, un colore, un ricordo condiviso. Altre volte nasce un dialogo più lungo, fatto di idee, suggestioni e simboli. È proprio da questo confronto che prende vita un'opera unica, pensata esclusivamente per chi l'ha immaginata.

Ogni dipinto è diverso dall'altro perché diversa è la storia che rappresenta.

In questa sezione ho scelto di raccontare alcune delle commissioni che mi sono state affidate, spiegando il significato che si nasconde dietro ogni dettaglio. Credo infatti che conoscere la storia di un'opera permetta di guardarla con occhi diversi.

 

Le opere

Clicca sulle immagini per osservarle da vicino. Prosegui nella pagina per scoprirne la storia.


Cuor di Carbone

Olio e tecnica mista su tela • 30×40 cm • 2021

Collezione privata - Trieste

La storia

Questa è una delle commissioni più particolari che abbia mai realizzato.

Un ragazzo mi chiese di creare un dipinto da regalare alla propria fidanzata, studentessa di psicologia. Non mi consegnò una fotografia né mi chiese un ritratto. Mi descrisse semplicemente la persona attraverso tre caratteristiche che, secondo lui, la rappresentavano: gli occhi azzurri, una mente brillante e un cuore di pietra.

Da quelle poche parole nacque un'opera completamente simbolica.

L'opera

Al centro domina un intenso occhio azzurro, simbolo della capacità di osservare e comprendere il mondo.

Sopra lo sguardo compare il cervello, racchiuso in una forma circolare quasi fosse un pianeta: rappresenta la razionalità, lo studio della psicologia e la forza del pensiero.

Il cuore, sospeso e distante, racconta invece la percezione che il committente aveva della persona amata: difficile da raggiungere, apparentemente impenetrabile.

Colori, schizzi, materia e simboli completano una composizione che mette continuamente in dialogo emozione e ragione, leggerezza e distanza, amore e incomprensione.

Più che un ritratto, è il racconto di come una persona possa essere vista attraverso gli occhi di chi la ama.


Villa Negroni

Olio su tela • 35×50 cm • 2009

Collezione privata

La storia

Questa commissione nasce da una richiesta molto particolare.

Una signora mi contattò dopo aver visto una cartolina raffigurante Villa Negroni, una storica dimora situata nel Canton Ticino, in Svizzera. Quell'immagine l'aveva colpita profondamente e desiderava trasformarla in un dipinto da conservare nella propria casa.

L'opera

Pur rimanendo fedele all'immagine originale, ho cercato di fare ciò che una fotografia o una cartolina non possono trasmettere: il respiro della pittura.

Le velature del cielo, la luce che attraversa le chiome degli alberi, la profondità del lungo viale e le diverse tonalità del verde sono state costruite con pazienza, cercando di dare vita a un paesaggio silenzioso e armonioso.

È un'opera che appartiene ai miei primi anni di attività e testimonia un periodo in cui molte commissioni richiedevano una rappresentazione fedele della realtà. Anche in questo caso, però, il mio intento non era realizzare una semplice copia, ma trasformare un'immagine bidimensionale in un dipinto capace di trasmettere la stessa emozione che aveva spinto la committente a conservarne quella cartolina per tanto tempo.


Tivoli nel cuore

Olio su tela • 40×50 cm • 2009

Collezione privata - Stati Uniti

La storia

Questa commissione mi è stata affidata da una signora originaria di Tivoli che, da molti anni, viveva negli Stati Uniti.

Prima di rientrare in America desiderava portare con sé qualcosa che le ricordasse le proprie radici. Non cercava una veduta qualsiasi della città, ma un dipinto che racchiudesse il luogo che, più di ogni altro, identificava Tivoli nel suo cuore.

La scelta cadde sul panorama dell'Acropoli tiburtina, con il Tempio di Vesta che domina la rupe affacciata sul Parco di Villa Gregoriana, uno dei luoghi più iconici della città. Da secoli questo scorcio affascina viaggiatori, artisti e pittori del Grand Tour ed è diventato il simbolo stesso di Tivoli.

Realizzare quest'opera significava consegnare alla committente un frammento della sua terra, da custodire a migliaia di chilometri di distanza.

L'opera

Il dipinto è costruito intorno all'equilibrio tra natura e storia.

Il Tempio di Vesta, protagonista della composizione, emerge tra la vegetazione come una presenza senza tempo, mentre il grande pino romano e il verde della rupe accompagnano lo sguardo verso uno dei panorami più rappresentativi di Tivoli.

Ho scelto una luce morbida e diffusa, capace di trasmettere la quiete che si respira in questo luogo e di valorizzare il contrasto tra la monumentalità dell'architettura antica e la vegetazione che la circonda.

Più che una semplice veduta paesaggistica, quest'opera rappresenta il legame profondo con la propria terra d'origine. Ogni pennellata è stata pensata perché, una volta appeso il quadro in una casa dall'altra parte dell'oceano, quel panorama continuasse a parlare di Tivoli, dei suoi ricordi e delle emozioni che solo il luogo in cui si è cresciuti riesce a conservare.


Piazza Duomo - L'Aquila

Olio su tela • 30×40 cm • 2009

Opera venduta all'asta – raccolta fondi per L'Aquila

La storia

Questa opera è nata in un momento particolarmente difficile per la città dell'Aquila.

Dopo il devastante terremoto del 6 aprile 2009, mi fu chiesto di partecipare a un'iniziativa benefica finalizzata alla raccolta di fondi destinati alla ricostruzione. Non ebbi alcuna esitazione ad accettare e decisi di donare questo dipinto affinché potesse contribuire, anche se in piccola parte, a sostenere una comunità profondamente ferita.

Per me non era una città qualunque.

Durante il mio percorso militare ho vissuto a lungo all'Aquila e lì ho trascorso anni importanti della mia vita. Quelle piazze, quelle strade e quei palazzi rappresentavano molto più di un semplice luogo: erano parte della mia storia personale.

“L'intero ricavato fu destinato alla raccolta fondi per la ricostruzione del Conservatorio di Musica dell'Aquila.”

L'opera

Ho scelto di rappresentare Piazza Duomo, uno dei luoghi simbolo dell'Aquila, nel suo aspetto vivo e quotidiano, prima che il terremoto ne cambiasse profondamente il volto.

La grande fontana in primo piano accompagna lo sguardo verso la facciata della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, mentre le persone che animano la piazza restituiscono quella normalità che, dopo il sisma, è diventata ancora più preziosa.

La luce diffusa e i toni delicati vogliono trasmettere serenità, quasi a fissare sulla tela il ricordo di una città piena di vita.

Questo dipinto non celebra soltanto un luogo, ma rappresenta un messaggio di speranza. È il mio personale omaggio a una città che mi ha accolto per molti anni e alla quale mi sento ancora profondamente legato.


La casa dei ricordi – Garbatella

Olio su tela • 40×60 cm • 2008

Collezione privata - Roma

La storia

Questa commissione mi è stata affidata da una persona profondamente legata a uno degli angoli più autentici della Garbatella, storico quartiere di Roma.

Il committente aveva trascorso qui la propria infanzia e, ancora oggi, in quel palazzo vivono i suoi genitori. Non desiderava un panorama del quartiere o uno dei suoi scorci più celebri, ma la sua casa, il luogo in cui erano custoditi i ricordi più importanti della sua vita.

Per realizzare il dipinto mi chiese di fotografare personalmente la facciata dell'edificio. L'impresa si rivelò tutt'altro che semplice: al centro del cortile cresce un enorme pino che impedisce una visione completa dell'immobile. Dopo numerosi tentativi, questa fu la fotografia che meglio riuscì a raccontare quel luogo.

Da quell'immagine nacque il dipinto.

L'opera

Il grande pino domina inevitabilmente la composizione. In un primo momento poteva sembrare un ostacolo, ma durante la realizzazione del quadro ho capito che, in realtà, era parte integrante della storia di quella casa. Da anni accompagna la vita di chi vi abita e rappresenta un elemento familiare quanto l'edificio stesso.

La luce filtra tra i rami e disegna ombre morbide sulla facciata, mentre il giardino interno, con il prato, gli alberi e le piccole aiuole, restituisce quell'atmosfera silenziosa e raccolta che caratterizza la Garbatella.

Quest'opera non vuole raccontare un luogo famoso di Roma, ma un pezzo di vita. È il ritratto di una casa che, agli occhi del suo proprietario, rappresenta l'infanzia, la famiglia e le proprie radici.


Donne in cucina

Olio su tela • 20×30 cm • 2010

Collezione privata

La storia

Questa commissione nacque da un altro mio dipinto.

Una signora aveva visto un interno che avevo realizzato in precedenza e che nel frattempo era stato venduto. Le era rimasta impressa soprattutto l'atmosfera di quella casa: un ambiente semplice, caldo, vissuto, capace di riportarla con la memoria alle abitazioni di un tempo.

Mi chiese quindi di realizzare per lei un nuovo interno che conservasse quello stesso sapore, senza riprodurre il quadro precedente. Questa volta, però, la casa non esisteva nella realtà.

Cominciai così a costruirla con l'immaginazione, osservando immagini di antichi interni domestici e cercando separatamente gli elementi che avrebbero potuto abitarla: il grande camino, gli utensili, le pentole, gli attrezzi per il fuoco, le stoviglie e tanti piccoli oggetti della vita quotidiana. Li riunii poco alla volta sulla tela, fino a creare un ambiente nuovo e credibile.

Nacque così questa grande cucina, popolata di piccoli gesti quotidiani e di oggetti familiari. Ricordo con particolare piacere l'entusiasmo della signora quando vide il dipinto terminato: aveva ritrovato qualcosa della propria memoria in una casa che, in realtà, non era mai esistita.

L'opera

Quest'opera appartiene ai miei primi tentativi di costruire scene d'interno complesse e ricche di dettagli, un genere sul quale avrei continuato a lavorare negli anni successivi.

Il grande camino domina la stanza e diventa quasi il centro della vita domestica. Intorno, pentole, stoviglie, recipienti, peperoncini e trecce d'aglio, mensole, attrezzi e piccoli oggetti contribuiscono a dare alla casa l'impressione di essere realmente abitata.

Ma sono soprattutto le figure a trasformare l'interno in un racconto: la donna con la bambina raccolte insieme sulla sinistra, il cane disteso davanti al camino e la figura anziana sulla destra. Non accade nulla di straordinario, ed è proprio questo il senso dell'opera: raccontare la familiarità dei gesti semplici e la quiete di una casa di altri tempi.

Rivedendola oggi, riconosco in quest'opera una fase importante della mia ricerca: cominciavo a capire quanto un ambiente potesse raccontare una storia attraverso i suoi dettagli. Costruire un luogo inesistente e riuscire a renderlo familiare a chi lo osservava fu, per me, una scoperta che avrebbe influenzato anche i lavori successivi.

Parliamo della tua opera

Hai un luogo, un ricordo o un'immagine a cui sei particolarmente legato?
Posso trasformarlo in un'opera originale, interpretandolo attraverso il mio linguaggio pittorico.
Realizzo commissioni personalizzate per privati, collezionisti e aziende, concordando insieme soggetto, formato e impostazione dell'opera.

Atelier

Gildo De Bonis

Trieste • Italia

Ogni opera nasce dal dialogo con un luogo, un ricordo e una storia.

Per commissioni personalizzate, esposizioni, collaborazioni o informazioni sulle opere disponibili, sarò lieto di rispondervi personalmente.

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