Gildo De Bonis è un pittore contemporaneo italiano, nato a Tivoli nel 1974. Dopo gli anni di attività artistica a Roma, vive e lavora a Trieste. La sua pittura parte dalla realtà per trasformarla attraverso una visione personale, sospesa tra memoria, immaginazione e dimensione onirica.

Il mio percorso artistico

Ogni artista ha una storia. La mia non è stata una linea retta, ma un percorso fatto di ricerca, cambiamenti, incontri, mostre, riconoscimenti e continue evoluzioni. Questa pagina racconta il viaggio che mi ha portato dalle prime vedute alla pittura che realizzo oggi.

Con il Maestro Ugo Boscaino, in occasione di una mostra condivisa.

Gli inizi

Ho iniziato a dipingere nel 2005 da autodidatta, spinto dal desiderio di trasformare in pittura i luoghi, le atmosfere e la storia che mi circondavano. I primi lavori nascevano dall'osservazione diretta della realtà: paesaggi, scorci urbani e soggetti storici, affrontati attraverso un linguaggio figurativo e una particolare attenzione alla luce e all'atmosfera.

Erano opere ancora lontane dalla pittura che realizzo oggi, ma proprio in quei lavori riconosco le radici della mia ricerca: il legame con i luoghi, la memoria e il desiderio di trasformare ciò che vedo attraverso la pittura.

 

Battaglia di Abukir

Olio su tela • 2005

Collezione privata

Canopo di Villa Adriana

Tivoli (RM)

Olio su tela • 2010

Collezione privata

Isola Tiberina

Roma

Olio su tela • 2007

Collezione privata


L'ingresso nella Scuderia Radini Tedeschi

Roma, dal 2010

Nel novembre 2010 Gildo De Bonis entra nella Scuderia Radini Tedeschi, nell'ambito dell'Associazione Culturale Rosa dei Venti, sottoscrivendo un rapporto in esclusiva di promozione e management artistico.

L'accordo affida alla Scuderia un'attività articolata di rappresentanza e promozione: rapporti con gallerie e case d'asta, inserimento delle opere nei circuiti di mercato, partecipazione a mostre e concorsi, promozione attraverso stampa, televisioni e canali telematici, oltre ad attività di comunicazione, marketing e relazioni con eventuali sponsor.

L'esclusiva comporta un rapporto particolarmente stretto: le proposte e le iniziative riguardanti l'attività dell'artista vengono condivise con la Scuderia e la partecipazione autonoma ad altri eventi espositivi è subordinata alla sua autorizzazione.

Il rapporto, inizialmente formalizzato per un anno e successivamente proseguito, accompagna una delle fasi più intense dell'attività romana di De Bonis, caratterizzata da una crescente presenza in mostre, gallerie, circuiti d'asta, stampa e televisione.


Via Giulia

2012 · Olio su tela · 50 × 70 cm
Collezione privata

Via Giulia nasce nel 2012, durante una fase particolarmente intensa della mia attività artistica a Roma. Il dipinto conserva il legame con la pittura figurativa e con l'osservazione dei luoghi, ma appartiene a un momento nel quale la mia ricerca stava già iniziando a muoversi verso nuove direzioni.

È una delle opere che considero più significative di quegli anni.


Le mostre che hanno segnato la mia crescita artistica

Voglia di Pennello

Pentart Gallery
Vicolo del Cinque, Trastevere – Roma

Una mostra che ha segnato una tappa importante del mio percorso artistico. Un'esperienza che mi ha permesso di confrontarmi con il pubblico, la critica e i mezzi di comunicazione, contribuendo a consolidare la mia presenza nel panorama artistico romano.

Via Giulia

Galleria L'Acquario – Roma

Una mostra collettiva dedicata a Via Giulia, alla quale partecipai presentando l'opera Via Giulia, realizzata nel 2012. Un momento significativo del mio percorso artistico romano.

 

Dal classico
all'erotico informale

Hotel Villa Pirandello - Roma

La mia ultima mostra personale romana, dedicata al percorso che mi ha condotto dalla pittura figurativa alle opere erotiche informali. Un'esposizione che ha rappresentato la sintesi di anni di ricerca e una tappa fondamentale della mia evoluzione artistica.

 

Queste esperienze hanno accompagnato l'evoluzione della mia ricerca, attraverso il confronto con il pubblico, la critica e i collezionisti.



La svolta: il corpo e la materia

Dalla figura alla materia, il corpo diventa progressivamente parte della pittura.

Dopo una prima fase legata alla pittura figurativa e ai luoghi, la mia ricerca si è progressivamente spostata verso la figura umana e il corpo. L'erotismo è diventato per alcuni anni un terreno di sperimentazione attraverso il quale indagare il desiderio, le relazioni e l'interiorità.

Inizialmente il corpo era ancora protagonista di scene e ambienti riconoscibili; con il tempo, però, la rappresentazione ha iniziato a perdere i propri confini. Il colore, le colature, i segni e la materia sono entrati sempre più nell'immagine, fino a sovrapporsi alle figure e, in alcuni casi, quasi a nasconderle.

È stato un passaggio decisivo: dalla rappresentazione del corpo al corpo attraversato dalla pittura, una fase di ricerca che mi ha progressivamente allontanato dal figurativo tradizionale e aperto a un linguaggio più libero e personale.

Bordello a carnevale

2012 · olio  e tecnica mista su tela · 40 × 60 cm

In opere come Bordello a carnevale, la figura rimane ancora riconoscibile, ma comincia a essere attraversata e quasi assorbita dal colore, dal segno e dalla materia. È il momento in cui figurazione e astrazione iniziano a convivere nello stesso spazio pittorico.


Verso un linguaggio personale

Gli anni dedicati alla figura, al corpo e alla sperimentazione materica hanno rappresentato una fase decisiva della mia ricerca. Il confronto con artisti, critici e pubblico mi ha permesso di osservare il mio lavoro anche attraverso sguardi diversi, ma soprattutto mi ha spinto a cercare una pittura sempre più personale.

Progressivamente ho sentito l'esigenza di superare quella stagione. La figura ha iniziato a perdere la centralità che aveva avuto negli anni precedenti, mentre sono tornati ad affiorare i luoghi, le architetture e la memoria che avevano caratterizzato i miei primi lavori. Questa volta, però, con uno sguardo completamente diverso.


Una nuova direzione

Dalla figura ai luoghi, senza tornare indietro.

Con il tempo il mio interesse si è spostato nuovamente verso l'architettura e il paesaggio urbano. Non si è trattato, però, di un ritorno alla pittura degli esordi. Tutto ciò che avevo sperimentato negli anni precedenti — il corpo, la materia, il colore, la sovrapposizione dei segni e la libertà compositiva — era ormai entrato nel mio modo di dipingere.

I luoghi reali hanno così cominciato a trasformarsi. Monumenti, piazze e architetture hanno mantenuto la propria identità, ma intorno ad essi lo spazio ha progressivamente smesso di obbedire alla realtà. Le prospettive si sono fatte più libere, gli edifici hanno iniziato a inclinarsi, il colore a costruire atmosfere e il paesaggio a diventare anche memoria e immaginazione.

È da questa evoluzione, maturata nel tempo, che nasce il linguaggio pittorico che oggi sento maggiormente mio.

Leggimi di te

Olio su tela – 40 × 80 cm – 2018

Con Leggimi di te il luogo reale torna al centro della mia pittura, ma con un significato diverso rispetto agli esordi. La Fontana dei Libri di via degli Staderari a Roma conserva la propria identità, mentre intorno ad essa nasce un paesaggio completamente reinventato. Realtà, memoria e immaginazione iniziano così a convivere nello stesso spazio pittorico. È uno dei passaggi che anticipano il linguaggio della mia produzione successiva.


Il percorso si consolida

La ricerca personale incontra il pubblico, la critica e il collezionismo.

Negli anni successivi il mio percorso artistico si è sviluppato parallelamente alla ricerca di un linguaggio sempre più personale. Mostre, incontri con artisti e critici, pubblicazioni e occasioni di confronto con il pubblico hanno accompagnato questa evoluzione, permettendomi di osservare il mio lavoro anche attraverso sguardi diversi.

Le opere hanno iniziato a raggiungere collezioni private in Italia e all'estero, mentre alcune esperienze espositive e il confronto con personalità del mondo dell'arte hanno rappresentato momenti importanti di crescita e di consapevolezza.

Non ho mai seguito un percorso costruito a tavolino. Ogni esperienza ha lasciato qualcosa, ma la direzione della mia pittura è rimasta legata soprattutto alla necessità di continuare a sperimentare e di trovare un equilibrio tra ciò che vedo e ciò che immagino.


Verso “Oltre la realtà”

Il luogo rimane reale. Tutto ciò che lo circonda può trasformarsi.

Negli ultimi anni questa ricerca ha trovato una forma sempre più definita. Monumenti, architetture e luoghi realmente esistenti sono diventati il centro di composizioni nelle quali la realtà convive con elementi immaginati, prospettive alterate e paesaggi che non appartengono più a un luogo preciso.

Il monumento rimane riconoscibile e conserva la propria identità; è ciò che gli accade intorno a cambiare. Case inclinate, cieli costruiti attraverso il colore, vegetazione, geometrie e architetture impossibili trasformano lo spazio reale in una dimensione sospesa tra memoria e immaginazione.

È da questa ricerca che nasce “Oltre la realtà”, il linguaggio che oggi sento maggiormente mio: partire da qualcosa che esiste per condurlo in un luogo che esiste soltanto nella pittura.


Partito da San Polo, arrivato a Trieste.

Due nuove opere in arrivo...


Oggi

A più di vent'anni dai miei primi dipinti, continuo a considerare la pittura una ricerca aperta. Ogni nuova opera nasce dall'incontro con un luogo reale, ma ciò che accade sulla tela appartiene sempre più alla memoria, all'immaginazione e alla libertà di trasformarlo.

Continuo a partire da ciò che conosco — un monumento, una piazza, un'architettura — per cercare, attraverso la pittura, qualcosa che ancora non esiste.

“Oltre la realtà” non rappresenta per me un punto di arrivo, ma la direzione di una ricerca che continua.