Interiorità ed eros
La figura, il corpo, l'intimità.
Per diversi anni la figura umana è stata al centro della mia ricerca artistica. Attraverso interni, atmosfere sospese e una pittura progressivamente più libera, ho esplorato il corpo, l'intimità e le relazioni.
Questa produzione appartiene a una fase precisa del mio percorso e documenta il passaggio dalla pittura figurativa degli inizi verso una ricerca più personale sul colore, sulla materia e sull'espressione.
Uno sguardo alla collezione
Sfoglia le opere della serie. Più in basso puoi scoprire la storia e i dettagli di ogni dipinto.
1. Gli interni
Nei primi lavori di questa fase il corpo è ancora inserito in ambienti riconoscibili. Stanze, salotti e luoghi immaginati diventano il teatro di una pittura narrativa, nella quale la figura umana occupa ancora il centro della composizione.
Maison Close
2010 · olio su tela · 25 × 35 cm
Collezione dell'artista
Uno degli interni che caratterizzano la prima fase della mia ricerca dedicata all’eros. La scena è costruita come un ambiente teatrale, popolato da figure e dettagli che richiamano l’immaginario delle case chiuse di un tempo.
In questa fase il racconto figurativo è ancora centrale: lo spazio, i personaggi e gli oggetti concorrono a costruire una scena nella quale la pittura conserva una forte componente narrativa.
Les femmes fatales
2010 · olio su tela · 30 × 40 cm
Collezione privata — Perù
Lo specchio diventa parte della composizione e moltiplica corpi, gesti e punti di vista, rendendo volutamente ambiguo il confine tra ciò che accade nella stanza e ciò che viene riflesso.
È una delle opere più rappresentative della mia fase figurativa dedicata agli interni e all’eros, nella quale la scena viene costruita quasi come un piccolo teatro. L’opera è stata successivamente acquistata da un collezionista ed è oggi in Perù.
La pausa
2010 · olio su tela · 30 × 40 cm
Collezione privata
Un momento di sospensione nella quotidianità di una casa chiusa. Le protagoniste sono ritratte durante una pausa, lontane dalla scena del lavoro, in un interno che assume quasi il carattere di uno spazio privato.
Alle pareti compaiono due miei dipinti, Maison Close ed Escort, riprodotti all’interno della scena: piccoli quadri nel quadro che collegano quest’opera alle altre immagini dello stesso ciclo.
Susanna e i guardoni
2012 · olio su tela · 40 × 50 cm
Disponibile con cornice
Una libera e ironica rilettura del tema di Susanna e i vecchioni. La scena abbandona l’ambientazione biblica e diventa un momento intimo immerso nella natura.
Ma Susanna non è realmente sola: dietro l’albero si intravedono i “guardoni”, presenze discrete ma decisive che osservano la scena e svelano il gioco suggerito dal titolo.
2. Il corpo diventa pittura
Con il tempo la scena figurativa comincia a perdere centralità. Il corpo rimane, ma viene progressivamente attraversato dal colore, dagli schizzi e dalla materia. Le figure iniziano a confondersi con la superficie e la narrazione lascia sempre più spazio al gesto pittorico.
Bordello a carnevale
2012 · olio e tecnica mista su tela · 40 × 60 cm
Disponibile con cornice
La scena del bordello è ancora riconoscibile, ma la rappresentazione comincia a perdere la sua centralità. Figure e ambiente vengono attraversati dal colore, dagli schizzi e dal gesto, fino a confondersi progressivamente con la superficie pittorica.
Con Bordello a carnevale il racconto figurativo lascia così spazio a una pittura più istintiva e materica: il corpo rimane presente, ma comincia a diventare esso stesso pittura.
Sangue caldo
2012 · olio e tecnica mista su tela · 50 × 50 cm
Disponibile
In Sangue caldo il punto di partenza è una scena di intimità reale, che progressivamente perde la propria immediatezza attraverso il colore e la materia. I corpi restano percepibili, ma non sono più descritti: emergono e si confondono tra segni, colature e sovrapposizioni.
L'immagine figurativa rimane così nascosta sotto la superficie, presente senza essere immediatamente svelata. È il desiderio suggerito attraverso la pittura, più che raccontato attraverso la rappresentazione.
Erosgarden
2012 · olio e tecnica mista su tela · 120 × 60 cm
Collezione privata — Ischia
In Erosgarden i corpi si moltiplicano e si intrecciano fino a diventare parte di un unico spazio pittorico. Non c’è più un interno a contenerli: sono le figure stesse, insieme al colore e al gesto, a costruire una sorta di paesaggio dell’eros.
La componente figurativa rimane riconoscibile, ma perde progressivamente i propri confini, lasciando che corpi, segni e materia convivano sulla stessa superficie.
Le mixité
2012 · olio e tecnica mista su tela · 30 × 40 cm
Collezione privata — opera acquisita in occasione dell’esposizione al Teatro Millelire, Roma
In Le mixité la mescolanza evocata dal titolo diventa il principio stesso della composizione. Corpi, segni e colore si sovrappongono, si attraversano e perdono progressivamente i propri confini, dando vita a una scena nella quale figurazione e gesto pittorico convivono.
L’opera appartiene a quella fase della mia ricerca in cui non cerco più di separare nettamente figura e materia: l’una entra nell’altra, lasciando allo sguardo la libertà di ricostruire ciò che affiora dalla superficie.
Lady Godiva
2012 · olio e tecnica mista su tela · 80 × 120 cm
Collezione privata — Roma
In Lady Godiva tre figure — due maschili e una femminile — sono unite in un amplesso che costituisce il nucleo figurativo dell’opera. La scena, tuttavia, non si offre immediatamente allo sguardo: colore, schizzi e materia attraversano i corpi, ne interrompono i contorni e li fanno affiorare progressivamente dalla superficie.
L’erotismo non è quindi affidato soltanto al soggetto, ma al rapporto tra ciò che viene mostrato e ciò che la pittura nasconde. I corpi rimangono presenti, ma è lo sguardo di chi osserva a doverli ricomporre tra segno, colore e materia.
Lady Godiva fu esposta nella personale Dal classico all'erotico informale a Villa Pirandello, Roma, nel 2012 e venne acquistata in occasione della mostra. Nello stesso periodo l'opera fu citata da Inside Art nell'articolo dedicato alla mia ricerca sull'erotico informale.
Sul fianco
2012 · olio e tecnica mista su tela · 40 × 50 cm
Collezione privata — Trieste
Realizzata per la mostra Niente mi pettina meglio del vento – L’arte ha sempre un taglio alla moda, dedicata alla sensibilizzazione sull’alopecia areata e ospitata nel 2013 alla Galleria Espositiva Baccina 66 di Roma, Sul fianco nasce in un contesto diverso rispetto alle altre opere di questa fase.
Il corpo è raccolto in una posa intima e rimane chiaramente riconoscibile, mentre segni, colature e materia ne attraversano la superficie. Figurazione e gesto pittorico convivono così nello stesso spazio, in una pittura ormai sempre più libera dalla rappresentazione descrittiva.
L’opera è stata successivamente acquistata, diversi anni dopo, ed è oggi in una collezione privata a Trieste.
Erosland
2012 · olio e tecnica mista su tela · 40 × 100 cm
Collezione privata — Londra
In Erosland i corpi si moltiplicano e si intrecciano fino a diventare parte di un’unica trama pittorica. Le figure sono ancora riconoscibili, ma i loro confini si dissolvono tra colore, segni e sovrapposizioni, trasformando la scena in uno spazio sospeso tra figurazione e materia.
L’eros non è più affidato al racconto di un interno o a una singola scena: attraversa l’intera composizione e diventa ritmo, movimento e colore.
L’opera è stata successivamente acquistata per una collezione privata a Londra e spedita direttamente in Inghilterra.
3. Verso l’informale
In alcuni lavori la figura arriva quasi a dissolversi completamente. Non parto più necessariamente da una scena da rappresentare: è la materia stessa a suggerire ciò che può emergere sulla tela.
Desideria
2012 · olio e tecnica mista su tela · 40 × 50 cm
Disponibile con cornice
Desideria nasce da una tela che sembrava non avere più nulla da raccontare. Era stata dipinta e ricoperta di materia da una conoscente e, invece di eliminarla, decisi di provare a salvarla.
La osservai a lungo, girandola più volte e cercando un'immagine dentro ciò che apparentemente era soltanto colore e materia. Finché, cambiando ancora una volta il punto di vista, vidi emergere una figura. Da quel momento non si trattò più di inventare un soggetto, ma di seguire qualcosa che sembrava essere già nascosto nella tela.
Da quella scoperta nacque Desideria: un'opera costruita non partendo da un'immagine prestabilita, ma lasciando che fosse la pittura stessa a suggerirmi cosa cercare.